L'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha indetto oggi uno sciopero nazionale per protestare contro la riforma costituzionale della giustizia proposta dal governo, con particolare riferimento alla separazione delle carriere tra magistrati inquirenti (pubblici ministeri) e giudicanti (giudici). Secondo l'ANM, questa misura comprometterebbe l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, principi cardine della Costituzione italiana.
Le Iniziative della Protesta
La mobilitazione coinvolge 29 città italiane, con assemblee pubbliche e manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi della riforma.
A Roma, la giornata si è aperta con un flash mob sulla scalinata della Corte di Cassazione in piazza Cavour, seguito da un'assemblea pubblica al Cinema Adriano con la partecipazione di esponenti dell'ANM e rappresentanti della società civile.
A Milano, invece, la protesta include un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia, con un'assemblea aperta ai cittadini per un confronto diretto sulle conseguenze della riforma. In particolare i magistrati milanesi hanno esposto dei cartelli con due citazioni di Piero Calamandrei, ovvero:
I magistrati manifestano indossando la toga con coccarde tricolori e mostrando copie della Costituzione, a simboleggiare la difesa della giustizia indipendente e dei principi democratici. La protesta non si limita alla contestazione, ma vuole essere anche un momento di dialogo con la cittadinanza, per spiegare le ragioni della loro opposizione alla riforma.
Il Contenuto della Riforma
La riforma promossa dal governo prevede la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, una misura che, secondo l'ANM e diversi esperti del settore, potrebbe indebolire l'indipendenza della magistratura e alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato. L'ANM sostiene che questa modifica non migliorerebbe il sistema giudiziario, ma al contrario lo esporrebbe a maggiori rischi di interferenze politiche, compromettendo la terzietà del giudice e il corretto funzionamento della giustizia penale.
Il Sostegno della Società Civile
Lo sciopero ha raccolto l'adesione di numerose organizzazioni, tra cui la CGIL, che ha espresso pubblicamente il proprio supporto alla mobilitazione. Questo sostegno dimostra che la preoccupazione per la riforma non è limitata ai magistrati, ma coinvolge ampie fasce della società civile, allarmate dalle possibili ripercussioni sull'assetto costituzionale e sulla tutela dei diritti fondamentali.
La critica delle Camere penali
Le Camere penali hanno espresso una reazione critica allo sciopero dei magistrati indetto dall'ANM contro la riforma della giustizia e la separazione delle carriere. Secondo le Camere penali, lo sciopero sarebbe motivato dal desiderio di nascondere scandali interni e tutelare privilegi e potere, piuttosto che da una genuina preoccupazione per la riforma stessa.
Inoltre, la decisione dei magistrati di astenersi dal lavoro è stata definita "errata nel merito e nei modi" e ha destato perplessità tra gli avvocati penalisti, che vedono nella protesta un tentativo di esercitare un veto su proposte di riforma che non sono gradite alla magistratura.
Prossimi Passi
Un incontro cruciale è previsto per il 5 marzo, quando l'ANM incontrerà la premier Giorgia Meloni per discutere le criticità della riforma e valutare possibili compromessi. Il governo, dal canto suo, ha ribadito che le modifiche proposte non intendono penalizzare la magistratura, bensì migliorare l'efficienza del sistema giudiziario. Tuttavia, i magistrati restano scettici sulla reale efficacia di queste misure e continueranno a difendere la propria autonomia con ulteriori iniziative di sensibilizzazione e confronto pubblico.
La riforma della giustizia resta un tema centrale nel dibattito politico e istituzionale, con implicazioni profonde per l'equilibrio dei poteri e il futuro della magistratura italiana.
Documenti correlati: